CRISALIDE FESTIVAL

Performing arts festival
XVIII
edizione

La XVIII edizione di CRISALIDE – Festival di arti performative e filosofia, ideato e curato da Masque Teatro di Forlì propone uno spaccato della scena performativa contemporanea abitato dal lavoro di artisti del panorama nazionale e internazionale in cui la materia teatrale cessa d’essere rappresentazione per divenire processualità.
Crisalide si distingue nel panorama teatrale italiano per aver cercato, sin dalle primi edizioni, di individuare concetti su cui far condensare una specifica tematica che potesse poi svilupparsi con interventi e scambi di pensiero.

Nel 2010 il festival ha inaugurato il progetto triennale Winter Years, individuando come perno teorico la nozione di minorità, letta attraverso il diaframma teorico dei filosofi francesi Gilles Deleuze e Felix Guattari e filtrata da quella sensazione generale “desperate optimism” (F. Guattari) che sembra ancora possibile nonostante i disastri delle politiche insensate e oscuri annichilimenti.
Quest’anno Crisalide avvicina il concetto di normalizzazione, nello specifico come le conoscenze, i saperi, le arti possano subire processi di omologazione e direi quasi di neutralizzazione. Vige un chiaro sistema di regole, che il potere costituito si dà, per proteggere gli strumenti con cui esercita la sua “governance” e in funzione di questo compromesso, palesato come saggezza operativa, operare livellamenti e coercizioni.

Tema/titolo di CRISALIDE XVIII è WHY ITALY?

Perché Italia? Si chiede Felix Guattari guardando al nostro paese come metro e strumento per analizzare la crisi generalizzata del sociale, del politico e dell’esistenziale.
La questione che pone il filosofo francese è di lancinante attualità:
come modificare la mentalità, come reinventare delle pratiche sociali che ridiano all’umanità – se lo ha mai avuto – il senso di responsabilità, non soltanto per quanto riguarda la propria sopravvivenza, ma anche per l’avvenire della vita nel nostro pianeta, la vita delle specie animali e vegetali e la vita delle specie incorporee come la musica, l’arte, il teatro.
È possibile un agire collettivo che preservi anzi che esalti la spinta soggettivante?
Ogni artista è così posto di fronte al tragico dilemma: andare “nel senso della corrente”, oppure lavorare al rinnovamento di pratiche estetiche in presa diretta con altri segmenti innovatori del sociale, esponendosi in tal modo al rischio dell’incomprensione e dell’isolamento.

Un punto centrale della XVIII edizione di CRISALIDE, come di quelle passate, è la connessione tra la dimensione artistica e l’elaborazione teorica che da essa si produce. In questa direzione, il festival si connota come spazio di osservazione e progettazione del divenire artistico, muovendo il suo interesse verso artisti capaci di designare, attraverso i loro lavori, una pratica condivisa e di produzione di senso.

Con la stessa intensità di intenti, si innesta la presenza di critici, pensatori e filosofi che confermano un orientamento teso ad attivare non tanto una riflessione sull’arte, piuttosto un’attenzione alla riflessione dell’arte, ovvero a come le forme artistiche riescano a pensare, con modi e mezzi propri, il loro fare.