UNO   S G U A R D O   AL  P R O G R A M M A.

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Al via la XVIII edizione di Crisalide - festival di arti performative e filosofia - ideato e curato da Masque Teatro.
A Forlì dal 1 al 4 settembre 2011, spazi dell’Ex Filanda, un tempo laboratorio manifatturiero ed oggi sede e sala di lavoro di Masque, e del Ramo Rosso, spazio di ricerca e sede storica del gruppo fin dalla sua formazione, ospitano artisti e studiosi internazionali, in un percorso tra performance e filosofia attorno al concetto di normalizzazione.

Già da diciotto anni la formazione forlivese cura e organizza uno dei festival più originali dell’orizzonte performativo, che propone come perno ideativo una riflessione multifocale originata da particolari concetti situati in un territorio comune alla filosofia e alle arti sceniche. Un territorio a partire da cui al lavoro di artisti di assoluto rilievo del panorama nazionale e internazionale si affiancano gli interventi di studiosi e filosofi, invitati non tanto a sviluppare un discorso sull’arte quanto per dialogare con i discorsi dell’arte, in una pratica che mostra come le stesse forme artistiche riescano a pensare, con modi e mezzi propri, il loro fare.

Il nodo concettuale della nuova edizione, che dà seguito al progetto triennale Winter Years inaugurato nel 2010, ruota intorno al concetto di “normalizzazione”, inteso nello specifico come il modo in cui le conoscenze, i saperi, le arti possono subire processi di omologazione e livellazione attorno a un chiaro sistema di regole che il potere costituito si dà per proteggere gli strumenti con cui esercita la sua “governance”.

In un questo scenario Why Italy?, titolo emblematico e ricco di suggestioni, riprende la domanda che si poneva Felix Guattari guardando al nostro paese come metro d’analisi della crisi generalizzata del sociale, del politico e dell’esistenziale, nel tentativo di individuare un cambiamento possibile sia a livello della vita dei corpi che a quello delle specie incorporee come la musica, l’arte, il teatro. Perché oggi anche all’artista si pone il tragico dilemma: andare “nel senso della corrente”, oppure lavorare al rinnovamento di pratiche estetiche in presa diretta con altri segmenti innovatori del sociale, esponendosi in tal modo al rischio dell’incomprensione e dell’isolamento?

Crisalide XVIII si pone, dunque, come punto privilegiato di osservazione di un divenire artistico che si confronta con questa ed altre domande nel tentativo di produrre senso attraverso pratiche condivise: così, ecco comparire l’oro, l’atto e la luce di Plumes dans la tête che presenta le performance Stato di Grazia (prima nazionale) e Insorta Distesa; la durata del gesto nell’interazione corpo-ambiente in L’igiene della formazione romana Habillé d'eau; l’indagine sul corpo, sui suoi confini e sulle intensità che lo muovono proposta dalla coreografa svizzera Cindy Van Acker con il solo Lanx; la geografia territoriale di Quattro danze coloniali viste da vicino di MK; il tema della grazia come politica e attitudine del corpo declinato nellaconferenza con esercizi di grazia” della danzatrice Cristina Rizzo e della studiosa Lucia Amara in LOVEEEE.

All’interno di Crisalide trova spazio anche la ricerca musicale: il movimento “paziente e spossante” del Fidippide di Barokthegreat si nutre della live music di Leila Gharib, mentre Massimo Simonini nel suo GRU/theremin preparato mostra all’opera uno strumento di sua invenzione, così come un gigantesco strumento composto da 55 cimbali è protagonista dell’installazione audio/visuale Shimmering Beast di Nicolas Field. Infine, la serata di sabato 3 settembre vedrà la partecipazione di Mika Vainio, una delle figure di primo piano della scena elettronica contemporanea, fondatore del gruppo Pan Sonic e curatore in questo caso della costruzione atmosferica del suono nella performance di Cindy Van Acker.

Punteggiano il programma alcuni momenti di riflessione teorica: il dialogo artistico-filosofico di Snejanka Mihaylova, che si confronta con la filosofa Florinda Cambria in Theatre of Thought indagando le relazioni tra teatro e filosofia; gli interventi di un insigne teatrologo come Raimondo Guarino che si interroga su potenza e impotenza dell’atto in teatro, e di due filosofi, Manola Antonioli e Ubaldo Fadini che riflettono sul concetto di normalizzazione partendo rispettivamente dal pensiero di Félix Guattari e dalla contrapposizione tra isolamento e comunità-comunicazione.

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SCIENZE DIAGONALI_Sara Baranzoni_26 agosto 2011
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